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    Memoria ed esempio

    L'incontro di APICES con il Presidente della Repubblica di Slovacchia: omaggio alla memoria del Pentcho e delle "anime salvate" da Carlo Orlandi.

    Posted on 13/10/2016 by Redazione #apicespeople

    Tempo stimato di lettura: 5' 40''

    Accadeva oltre 70 anni fa. Persone in fuga dalla barbarie nazista, 500 uomini e donne, ebrei, in prevalenza di nazionalità slovacca.

    Partivano per un “viaggio della speranza”, diretti verso la Terra dei padri. Era giugno del 1940: da Bratislava, seguendo la linea del Danubio fino al Mar Nero, poi il Bosforo, i Dardanelli, il Mar Egeo, viaggiando a bordo di un battello fluviale, il Pentcho. Nessuno di loro è mai arrivato a destinazione: un naufragio ha spezzato le speranze di queste persone.

    Ma non le loro vite.

    Un uomo coraggioso, un comandante della Regia Marina Italiana, un eroe che ha sfidato gli ordini delle gerarchie nazi-fasciste ed ha pagato con la propria libertà, scontando la pena a Dachau: quest’uomo, Carlo Orlandi, ha salvato 500 vite umane, a rischio della propria e di quelle dell’equipaggio della motonave Camogli. Soccorrendo i naufraghi del Pentcho, al largo dell’isola di Kamilanissi, nell’Egeo: impavidamente, nel cuore di uno scenario di guerra, incurante dei grandi rischi.

    Nessuna di quelle persone venne consegnata ai nazisti: furono internati nel campo per ebrei stranieri di Ferramonti di Tarsia, in Calabria: e si salvarono prima dal mare, poi dai rastrellamenti.

    Sono passati oltre 70 anni ed il Mediterraneo continua ad essere il teatro di tanti “viaggi della speranza”, di persone in fuga da altra barbarie: spesso tragedie, altre volte storie a lieto fine. Ed ancora oggi, la Marina Italiana è protagonista di eroici salvataggi. Storie che rendono l’epopea del Pentcho di grandissima attualità. E fanno del comandante Carlo Orlandi un esempio per tutti coloro che operano in soccorso dei migranti.

    La vicenda è stata oggetto di un’interessante ricerca dell’Istituto Beth Midrash, centro di studi Ebraici giuridici, storici ed economici dell’Università della Calabria: gli autori Enrico Tromba, Stefano Sinicropi ed Antonio Sorrenti ne hanno raccolto le testimonianze, soprattutto umane, nel loro vibrante volume Il viaggio del Pentcho: le anime salvate.

    L’Associazione Professionisti ed Imprese per la Cooperazione Economica e Sociale ha voluto contribuire, con una propria sponsorizzazione, alla ristampa dell’interessante volume. In occasione del conferimento della massima onorificenza della Repubblica di Slovacchia alla memoria dell’eroico comandante Orlandi.

    L’evento, organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il semestre slovacco di Presidenza dell’Unione Europea, si è celebrato in occasione della visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica Slovacca, s.e. Andrej Kiska, lo scorso 29 settembre 2016 a Roma, presso l’Ambasciata slovacca.

    Il Capo di Stato ha personalmente consegnato ai nipoti del comandante Orlandi la “Medaglia del Presidente della Repubblica Slovacca”, ricevendo poi in dono dalla delegazione di APICES alcune copie del libro Il viaggio del Pentcho: le anime salvate. Erano presenti il presidente Massimiliano Albanese, il vicepresidente Federico Bergaminelli ed il segretario-amministratore Maria Pagano, unitamente agli autori del volume.

    Dopo la toccante cerimonia, la delegazione dell’Associazione si è intrattenuta in colloqui informali con le Autorità civili e militari presenti, durante il ricevimento offerto dall’Ambasciatore, s.e. Jan Soth. Grande cordialità ha caratterizzato l’intera serata, durante quale il presidente Albanese ed il vicepresidente Bergaminelli hanno avuto il piacere e l’onore di soffermarsi in un’intensa conversazione con il Presidente della Repubblica Kiska, discutendo di cooperazione economica e sociale tra Italia e Slovacchia.

    APICES declina il rifiuto di ogni forma di fondamentalismo, proclama il dialogo quale unico strumento per la risoluzione delle controversie e diffonde un’etica improntata al rispetto della persona e della sua individualità, attraverso la valorizzazione delle diversità: sulla base di tali fondamenti valoriali, ha scelto di sostenere iniziative come quella dell’Istituto Beth Midrash, sponsorizzando la ristampa del testo sul Pentcho con l’intento di contribuire a divulgare la storia di queste “anime salvate”.

    Perché, come l’epigrafe del libro suggerisce, citando Ray Bradbury, "quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo."


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